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me in principio promesso, qui pongo fine perciò che riguarda l'interno della Città.
VIDI FUOR DI FIRENZE UN'ALTRA ROMA
Alla vaghezza, e nobiltà delle Contrade, e Fabbriche, che finora brevemente si sono osservate dentro di Firenze, corrisponde la circonvicina Campagna, e il Distretto, che piuttosto una continovazione dell'istessa Città si potrebbe con ragione chiamare, per le molte, e così spesse abitazioni, che da ogni parte, o fra nella pianura, o nelle amenissime colline, che con discreta distanza da Tramontana, Levante, e Mezzogiorno la circondano, mescolate con tanti belli, e maestosi Palazzi edificati; onde il leggiadrissimo Ariosto tutto stupore, e senza veruna iperbole, osservandole, cantò:
A veder pien di tante Ville i Colli,
Par, che 'l terren ve le germogli, come
Vermene germogliar suole e rampolli.
Se dentro a un mur sotto un medesimo nome,
Fusser raccolti i tuoi Palagi sparsi,
Non ti farien da pareggiar due Rome.
Che dir si potrebbe in oggi, che dal tempo dell'Ariosto al presente sono tanto cresciute di numero, ed abbellite le fabbriche? La coltivazione poi de' terreni è si regolata, e